Una soluzione del CAVOLO!

Bene, eccomi qui! Dopo mesi di assenza trovo il tempo e la voglia per scrivere sul mio blog.
È da diverse settimane che riflettevo sulla possibilità di scrivere un post sul cavolo verza…ottimo argomento direte voi, beh si, grande argomento davvero.
Dovete sapere che il cavolo verza non mi ha mai ispirata più di tanto, anzi devo ammettere di averlo costantemente ignorato…passavo dal bancone della frutta e della verdura, prendevo le mie carote, le mie patate, la mia lattuga….ma mai il cavolo verza.
In realtà, come spesso accade, le cose che ignoriamo si rivelano essere preziose in modi inaspettati. Come? Beh, il cavolo verza ha infinite proprietà. Io non sto qui ad elencarle perchè  basta digitare su google “cavolo verza” che trovate un sacco di fonti sul web. Tuttavia voglio parlarvi della mia personalissima esperienza.
Da diversi anni ormai soffro di una fastidiosissima nonché dolorosissima esofagite da reflusso. A seconda dei periodi si acutizza a tal punto che secondo me potrebbe essere considerata invalidante. L’anno scorso, complice uno stato emotivo alquanto instabile, ho iniziato a produrre una quantità di acido tale che avrei potuto autodistruggermi. L’incubo gastroscopia era sempre in agguato e questo contribuiva a peggiorare il mio instabile equilibrio. Subito sono andata dal medico che mi ha prescritto le solite compresse, il solito sciroppo e mi ha dato i soliti consigli del caso. Nulla, passavano i mesi, ma non avevo risultati…anzi le cose peggioravano e lui continuava a darmi farmaci con dosaggi più massicci. Non riuscivo a mangiare nulla, a volte anche l’acqua mi dava noia.
Dopo 8 mesi in queste condizioni e dopo due visite specialistiche pagate fior di euro mi sentivo esausta e sfiduciata. Fino a quando un amico conosciuto al corso di erboristeria mi ha consigliato di provare ad attenuare il problema con centrifugati di cavolo verza a cui avrei aggiunto una mela e delle carote. Io ero un po’ scettica a dir la verità…come avrebbero fatto una carota, una mela e un cavolo verza a migliorare le mie condizioni se neanche i farmaci ci erano riusciti? Tuttavia la disperazione era troppa, ormai le avevo provate tutte e non mi sarei sognata di scartare un consiglio così, senza neanche averci provato per un po’.
Ebbene, non ci crederete, ma la cosa ha funzionato davvero. Ho iniziato la “cura” dallo scorso Giugno…dopo neanche 4 giorni i miei malesseri si sono AZZERATI e ho passato un’estate fantastica mangiando di tutto. Il gusto del centrifugato non è fantastico, ma credo si possa fare qualche sacrificio per stare meglio. Inoltre, non c’è bisogno di prenderlo sempre, ogni giorno per tutta la vita. Quando ho iniziato a berlo ho continuato per un mese intero, poi ho dimezzato le dosi prendendolo un giorno si e uno no. Nei mesi di agosto e settembre lo prendevo solamente se sentivo una lieve acidità giusto per non far aggravare la cosa.
Ora, non so se questo stato di grazia continuerà, ma posso garantirvi che sono ormai 6 mesi che non ho più alcun problema. Ovviamente, sono consapevole del fatto che questo rimedio può rappresentare una soluzione per tutti coloro che non soffrono di altre patologie che possano in qualche modo essere correlate all’insorgenza dell’esofagite. Per esempio l’ernia iatale o un’ulcera possono essere fattori scatenanti del problema e vanno trattate in maniera diversa. É sempre preferibile fare degli esami più approfonditi se i malesseri perdurano. Io stessa, questa estate, pur non avendo più problemi, ho fatto una gastroscopia per sincerarmi che tutto fosse a posto. Ebbene, come già mi aspettavo, i medici mi hanno confermato che si tratta di una secrezione eccessiva di acido dovuta al fatto che scarico le tensioni nello stomaco.
Volevo condividere questa mia esperienza, magari posso essere d’aiuto ad altre persone che soffrono del mio stesso problema. Mi raccomando, fate una ricerchina più approfondita sulle virtù del cavolo verza anche perchè è ottimo anche per altre cose come, per esempio, alzare le difese immunitarie.
Eccovi la ricetta del centrifugato
1 mela renetta (quelle con la buccia gialla)
2-3 carote (100 gr circa)
2 foglie di cavolo verza (60-70 gr circa)
Le dosi sono indicative, non dovete essere rigidi, si tratta sempre di frutta e verdura, ma non esagerate altrimenti vi sdegna subito.
Se avete la possibilità di acquistare prodotti bio, centrifugate la mela con tutta la buccia. Lavate sempre bene il cavolo, se avete tempo lasciate le foglie (soprattutto quelle esterne) in ammollo con un po’ di bicarbonato per almeno una mezz’oretta, poi sciacquate abbondantemente e consumate.

Mercatino di Pasqua

Domani, dalle ore 9:00 alle 19:00, parteciperò al mercatino di Pasqua che si terrà a Prato in Piazza Buonamici (delle Bigonge). Troverete le mie creazioni, ma anche tanti prodotti biologici, ecologici, naturali ed artigianali del contado pratese.

Vi aspetto numerosi in mezzo a coniglietti e pulcini pasquali!!!creazioni E NON SOLO…^_^

E ci chiamiamo UMANI…

Ma dov’è finita la nostra umanità? C’è mai stata? Si può recuperare?

Mi è capitato tante volte di vedere, in tv o su internet,  sconvolgenti filmati sulle mille azioni violente che l’uomo è in grado di fare sui suoi simili e su tutti gli esseri viventi del pianeta. Resto sempre senza parole e spesso mi commuovo perchè ciò che osservo è un abominio puro.

Ieri sera, Striscia la notizia ha mandato in onda un filmato sulle “mucche a terra”. Io non sapevo neanche cosa fossero…mucche a terra? e che saranno mai? Poi, ho capito che sono il risultato degli allevamenti intensivi…le mucche a terra sono quelle che non riescono a stare più in piedi e che, per questo, vengono sottoposte a vere e prorpie torture nel momento in cui devono essere spostate da un luogo all’altro. Che dire…non sono riuscita a finire la mia cena.

E’ un filmato forte, ma credo valga la pena di farlo girare…

Approfitto di questo post per dire che già da mesi sto cercando di inserirmi in un GAS di Prato, ma senza riuscirci…chi avesse notizie mi faccia un fischio!

CURIAMO LA NOSTRA AMATA TERRA!!!!

ADERIAMO IN MASSA… PASSA PAROLA…

Il 28 marzo, dalle 20,30 alle 21,30 sarà l’ Ora della Terra – Earth Hour. In tutto il mondo grandi città con i loro monumenti, piccoli comuni, aziende e singoli cittadini nelle loro case spegneranno le luci. Un gesto semplice, per accendere un messaggio che risuonerà in ogni angolo del Pianeta.

Io ho già aderito, e tu cosa aspetti?

19534Visita questo link per maggiori informazioni: http://www.wwf.it/oradellaterra/

Funesto presagio

api-googleQuando le api scompariranno, all’uomo resteranno solo quattro anni di vita”, così profetizzava Einstein…

Già da diversi anni un’importante e consistente moria di api affligge il mondo degli apicoltori. Trasmissioni in tutto il mondo ne danno notizia e ipotizzano sulle possibili cause, la più quotata prenderebbe in considerazione l’uso dei pesticidi utilizzati nelle agricolture. Ho seguito e seguo con molta apprensione e interesse l’evolversi della situazione e, qualche giorno fa, ho potuto tirare un sospiro di sollievo dopo aver letto una notizia che parla del ritorno delle api.

Ve la riporto, sperando che abbia fondamento!

Ambientalisti ed esperti climatici tre anni fa si erano allarmati per la graduale scomparsa delle api dai campi della California del Sud, ma adesso i preziosi insetti sono tornati a popolare quelle terre in fiore. Nel 2006 gli agricoltori hanno temuto una vera e propria catastrofe. Quell’anno, infatti, in primavera la presenza delle api è diminuita dal 30 al 50 per cento. Come conseguenza niente più fiori sugli alberi. Ma quest’anno i laboriosi insetti sono tornati copiosi. In molti si sono domandati il perché della loro scomparsa prima e del loro inaspettato ritorno adesso. C’è chi ha messo sul banco degli imputati gli ogm, chi l’inquinamento, chi l’effetto serra, chi ha dato la colpa ai pesticidi utilizzati e chi ai cellulari. Ma la vera ragione è sconosciuta. Molto probabilmente la causa è da ricondurre a molteplici fattori. E forse potrebbe aver centrato il punto chi ha ricondotto il problema all’insorgere di alcune epidemie negli alveari, o al fatto che in California le api si nutrono sempre degli stessi nettari (mandorle e grano), cosa che con il tempo le avrebbe debilitate. Quali siano le ragioni, per gli allevatori, gli agricoltori e gli esperti il ritorno delle api ha scongiurato quanto sembra aver detto Einstein, ossia: “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

Cura dei capelli

 

Ecco alcuni consigli utili per la cura dei nostri capelli. Si tratta di rimedi naturali che ci permettono di risolvere alcuni dei problemi che comunemente affliggono la nostra testa!Personalmente sto utilizzando l’uovo come rinforzante, ancora è presto per dire se funzioni o meno, ma di certo, dopo la maschera, i miei capelli risultano più morbidi, consistenti e si sporcano più lentamente!

Ecco, ce n’è per tutti i gusti:

 

Invece dello shampoo usa l’uovo.

Il tuorlo d’uovo deterge capelli e cuoio capelluto delicatamente, senza aggredirli. Mescola due tuorli, il succo di mezzo limone e alcune gocce di rhum o di acquavite. Massaggia capelli e cuoio capelluto e lascia agire per 30 minuti, con la testa avvolta in una asciugamano, quindi risciacqua.

 

Per sgrassare i capelli è perfetta la rucola.

Un ottimo shampoo che sgrassa la cute senza danneggiarla si ottiene mescolando un infuso molto concentrato di rucola con mezzo cucchiaino di zolfo e un cucchiaio di bicarbonato.

 

Per rendere i capelli lucenti prova con aceto o limone.

Aggiungi nell’acqua dell’ultimo risciacquo il succo di mezzo limone oppure un cucchiaio di aceto di frutta: i capelli brilleranno!

 

Per schiarire: camomilla, mentre per scurire: tè nero.

I principi attivi della camomilla conferiscono ai capelli biondi un riflesso dorato e ne schiariscono la tonalità, mentre sciacquando i capelli scuri con un tè nero forte si rende più deciso un bel tono di castano oppure, a seconda del tono naturale, si possono ottenere riflessi rossi.

 

Al posto della lacca: la birra!

Lava i capelli con un composto formato da 1/4 di birra e 3/4 di acqua e poi risciacqua. Niente paura, l’odore svanisce dopo poco tempo!

 

Per ridare vita a capelli sfruttati e opachi: l’olio.

L’olio d’oliva è l’ideale come impacco rigenerante per capelli sfibrati e opachi oppure come olio massaggiante per il cuoio capelluto in caso di forfora (in entrambi i casi si applica prima del lavaggio e si fa agire per mezz’ora).

 

Un prodotto multi-uso: la mela.

Resisti alla tentazione di mangiarla perché il succo di questo frutto è un vero toccasana per i capelli: rinforza la chioma, scongiura l’insorgenza delle doppie punte e lascia un gradevole profumo di pulito. Si può usare come shampoo, aggiungendolo a un misurino del tuo prodotto abituale, oppure come maschera, ammorbidito con due cucchiai di olio di mandorle dolci.

No al disegno di legge Orsi

 

oddio

Perchè, perchè, perchè l’uomo continua imperterrito a sbagliare, a non rispettare, a defraudare, a distruggere tutto quello che di bello e buono c’è sulla faccia di questa mal ridotta terra.

Sono disgustata per l’ennesimo passo falso di un uomo sempre più accecato dai propri interessi e dal suo egoismo. Io non capisco le ragioni che spingono i politici a fare quel che fanno…posso immaginare che sia per interessi personali, per egoismo, ma non capisco come si possa per questo andare contro il benessere nostro, della natura, della vita. Eppure, ancora una volta ci troviamo di fronte ad un disegno di legge a dir poco intollerabile.

Qualche giorno fa un mio amico ha inviato su facebook una lettera (che vi riporto per intero qui sotto), vi pregherei di leggerla, perchè troppo spesso passano leggi delle quali neanche sappiamo l’esistenza.

 

Cari amici

vi giro un appello semplice e chiaro anche per “non addetti ai lavori” che potete far girare tra soci, amici e colleghi.

Ciao

Se avete a cuore gli animali selvatici e la natura in Italia, serve farlo sapere adesso.

Grazie a tutti voi.

 

Il Disegno di legge del senatore Franco Orsi:

una lista di orrori senza fine.

Dal Senato parte in questi giorni uno dei più gravi attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa sicurezza: un disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia. E’ firmato dal senatore Franco Orsi. Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree protette, abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e tante altre nefandezze. La legge 157/1992, l’unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere fatta a pezzi.

Fermiamoli!!!

Ecco la lista degli orrori.

Sparisce l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna.

L’Italia ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali selvatici, alla cui tutela non è più interessato!

Scompare la definizione di specie superprotette.

Animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale.

Si apre la caccia lungo le rotte di migrazione.

Un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori.

Totale liberalizzazione dei richiami vivi!

Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti “prigionieri” in piccolissime gabbie per attirarne altri. Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato.

Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi. Anche le peppole, i fringuelli, i pettirossi…

700 mila imbalsamatori “fai da te”

I cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali selvatici e farne trofei da vendere in nero?

Mortificata la ricerca scientifica

Non ci sarà più un’autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) ed ogni regione farà “scienza” a sé. Un istituto regionale potrà rilasciare autonomamente pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria.

Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili.

Un’incredibile formulazione del DDL Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette!

Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale!

Norma offensiva! Chi protegge “troppa” natura sarà punito con il blocco dei finanziamenti. Come se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse un reato!

Licenza di caccia a 16 anni.

Da una parte i proclami sulla sicurezza, dall’altra i fucili in mano ai minorenni. E in caso d’incidente, o peggio di tragedia, chi avviserà i genitori? E il futuro del minorenne?

Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti eccetera!

I sindaci possono autorizzare l’abbattimento e l’eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee. Basterà dichiarare che anche un singolo animale “dia fastidio”.

Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili.

Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell’Unione Europea né due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà a Veneto, Lombardia e Liguria, ovvero agli ultrà della caccia, la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali. E le multe europee le pagheremo tutti noi!

Caccia con neve e ghiaccio

Si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore.

Ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli!

Puro medioevo! Le civette torneranno ad essere legate per zampe e ali ed utilizzate come esca!

A caccia come al luna park!

Un’altra incredibile formulazione del testo Orsi prevede che nelle aziende faunistiche si possa pagare un biglietto d’ingresso per sparare anche senza averne diritto (ossia senza licenza di caccia).

Ridotta la vigilanza venatoria.

Le guardie volontarie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d’Europa, cosa fa il senatore Orsi? Riduce la vigilanza!

Cancellati l’Ente Nazionale Protezione Animali e il Club Alpino Italiano dal Comitato tecnico nazionale.

Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato nazionale sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione animalista italiana, e il Club alpino italiano vengono del tutto estromessi.

SCRIVETE IL VOSTRO SDEGNO E CHIEDETE DI IMPEDIRE QUESTA FOLLIA:

A TUTTI I SENATORI DELLA XIII COMMISSIONE DEL SENATO ( http://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=scom&leg=16&tipo=0&cod=13 )

AL PRESIDENTE DEL SENATO ( schifani_r@posta.senato.it)

Orario lezioni secondo semestre

A questo questo link sono disponibili gli orari delle lezioni del secondo semestre.

Ma non c’è nessuno che ha scelto “scenari e modelli”???????? o sono sola soletta?????

PS: ho notato che il link non si apre…ecco l’indirizzo: http://www4.unifi.it/fscfo/upload/sub/Orari/200809IISEM%20/LMTC-II%20SEM.pdf

Curiamo il mondo

terra 

Vorrei inaugurare un nuovo spazio dedicato agli escamotage che possono esserci utili per rispettare la natura.

É una questione della massima importanza per me. É veramente triste vedere in che stato versa il nostro pianeta e sento che bisogna fare qualcosa di concreto per rimediare al danno, almeno per quel che si può.

Ma rispettare la natura è faticoso, necessita buona volontà e sopratutto un cambiamento radicale nel modo di pensarsi e percepirsi…

Quando mi capita di trovare persone che hanno delle abitudini oggettivamente dannose per l’ambiente, quello che mi da più fastidio è il loro rifiuto.

Una signora che conosco, per esempio, utilizza tanta di quella candeggina da rimanerne intossicati. Quando le ho spiegato quanto questo prodotto fosse nocivo per i mari, mi ha risposto che lo utilizza per igienizzare. Al che, le ho proposto un’alternativa molto valida, ovvero pulire il pavimento con acqua molto calda, mezzo bicchiere di aceto bianco e 5 gocce di olio di melaleuca (antibatterico naturale). La sua risposta? Un secco no. Ho cercato di approfondire e le ho chiesto le ragioni del suo no. Mi ha risposto che ormai la cura del mondo non le interessa e che va lasciata ai giovani. Boh…sono rimasta senza parole. Ma perchè non le dovrebbe interessare rispettare il mondo in cui vive?

Ora, sarebbe un errore credere che questo modo di pensare appartenga ad una generazione passata, perchè ho trovato lo stesso rifiuto anche nei miei coetanei che, per esempio, non si impegnano nella raccolta differenziata.

Credo che il problema stia nel fatto che la maggior parte della gente non si rende conto che il singolo può fare molto. Spesso si tende a pensare che visto che la maggioranza fa in un certo modo, allora ciò che di buono facciamo noi è perfettamente inutile. Ma non è questo il punto. Il punto è abituarsi ad avere sane abitudini, solo così potremo insegnare ai nostri figli, le generazioni future, il valore della cura del mondo. Cioè, si tratta di un cambiamento nel lungo periodo, di cui non si vedono i risultati subito.

Credo sia necessario sensibilizzare le nostre coscienze, renderle ricettive a questa questione. E, per fare questo, la cosa più importante è prima di tutto parlarne. Tanta gente neanche si pone il problema del rispetto dell’ambiente semplicemente perchè nessuno gliel’ha mai posto davanti. Così, semplicemente parlandone, potremo attivare un proficuo passaparola!

Facendo riferimento a quanto detto sopra, il primo consiglio che vi do riguarda la pulizia dei pavimenti. Tutti noi vogliamo igienizzare i pavimenti di casa, ciò significa eliminare il più possibile batteri e sporcizia. La cosa più semplice sarebbe andare al supermercato e acquistare uno di quei prodotti potentissimi, ma c’è una cosa ancora più semplice ed economica: utilizzare acqua molto calda, che già di per se ha un’azione antibatterica, aceto bianco, che possiede delle ottime qualità naturali per disinfettare e lucidare e olio di melaleuca, anche questo decisamente fondamentale per disinfettare.

Le quantità: per 4 litri di acqua, mettere mezzo bicchiere di aceto e 5 gocce di olio di melaleuca
(compratelo in erboristeria, costa sulle cinque euro, ma dura tantissimo).

I vostri pavimenti non sono mai stati così lucidi! Provare per credere^_^

6 sale esaurite per Il curioso caso di Benjamin Button

 

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Una volta, qualcuno, non ricordo dove e non ricordo chi, disse che avrebbe voluto nascere vecchio per poter vivere la sua giovinezza sfruttando l’esperienza acquisita negli anni.

Bah…non ero molto d’accordo con questa affermazione…se le cose andassero davvero così significherebbe morire da bambini’ e l’idea di morte associata all’idea di infanzia non mi convince molto, non che da vecchi sia più facile accettarla, ma è come se il decadimento del corpo si armonizzasse maggiormente all’idea di fine. Aver visto questo film ha confermato ciò che pensavo…la scena finale, dove un Benjamin settantenne con il corpo di un neonato si lascia andare alla morte, è davvero intollerabile.

Il film è decisamente una bella favola, talvolta ironica, talvolta amara, che sfiora tematiche eterogenee come la difficoltà di essere diversi, l’effimera bellezza della giovinezza, la solitudine della vecchiaia, la grandezza d’animo, il desiderio di poter tornare indietro nel tempo, l’inappagato senso di felicità, l’incapacità di comunicare e, ovviamente, l’amore e le sue rocambolesche vicissitudini.

Un film corposo che, nonostante duri più di due ore, riesce a tenere alta l’attenzione e l’investimento emotivo del pubblico fino alla fine.

Tuttavia, un piccolo appunto vorrei farlo…pur non avendo letto il libro da cui è tratto, ho avuto la sensazione che il regista abbia apportato molti tagli, sicuramente per ragioni di tempo… però il fatto di “sentirli” durante la visione, ti lascia quel senso di “non detto” e “non mostrato”.

Comunque, quella sera abbiamo girovagato per tre cinema prima di trovare qualche posto libero… tutto esaurito, anche al Vis pathè che gli dedicava ben 4 spettacoli serali.

Imperdibile per chi volesse rivedere Brad Pitt ringiovanito di qualche anno…non che adesso sia da buttare, ma verso la fine del film, quando inizia a dimostrare 20-25 anni è davvero pazzesco ^_^

Splendida anche Cate Blanchett con il suo vitino da vespa e la delicatezza delle sue movenze da ballerina.

Lo rivedrò sicuramente non appena esce in dvd!

 Per curiosità, trailer e altre succose notizie, andate a questo link

 

 

Voilà…ecco il mio blog!

Benvenuti nel mio Blog!!!

Ovviamente è tutto molto provvisorio…dovrò lavorarci un pò per renderlo più caruccio!!! Beh, il primo passo è stato fatto…YUPPY!!!! :) Sury

Una foto ci vuole…

Questa sono io…

IhIHIHIHihihih....adoro questa foto...

IhIHIHIHihihih....adoro questa foto...

Perchè?

Ho aggiunto il mio blog nei feed rss di google reader…ma non mi visualizza gli aggiornamenti…..ma perchèèèèèèèèèèèèèèèè????? Mamma mia, perderò un sacco di tempo prima di capire come funziona sto blog…

Primo blogoincarico: la legge 133

 

Si è scoperchiato il vaso di Pandora?

In questo mese ho cercato di farmi un’idea sul caos che sta travolgendo le nostre istituzioni scolastiche ascoltando le ragioni degli studenti, leggendo, guardando trasmissioni di approfondimento giornalistico, discutendo, talvolta animatamente, con amici e parenti. Permaneva un certo senso di confusione, era come se da tutto quel parlare non venisse mai fuori quale fosse il vero problema da affrontare. Una sola certezza: la necessità del cambiamento.

Si parla tanto di riforma del sistema scolastico, ma cosa significa riformare l’insegnamento?

Ho 25 anni, ho dedicato allo studio più ore che a qualsiasi altra attività, la mia media è sempre stata rispettabile (se così si può dire) eppure, oggi, mi rendo conto di non sapere tutto ciò che vorrei, tutto ciò che servirebbe. Mi chiedo perchè ho ancora così tante cose da imparare e perchè, una volta conclusa questa specialistica, con molta probabilità sarò costretta a fare un master per poter lavorare. Stiamo solo perdendo tempo? Mi è capitato tante volte di chiacchierare con colleghi o coetanei e ci siamo trovati d’accordo nel sostenere che la scuola è incapace di garantire la formazione dei soggetti, formazione intesa, prima di tutto, come crescita morale e civile, come mezzo per strutturare una propria coscienza critica, come strumento per acquisire competenze spendibili all’interno del mondo del lavoro. Tutto è sfiducia e insoddisfazione. Alla luce di questo mi sono resa conto che le modifiche apportate dalla 133, per quanto significative, non fanno altro che cercare di rattoppare un sistema che non sta più in piedi. É come se si fosse partiti dalla punta dell’ ‘iceberg. Università/fondazioni, maestro unico, tagli alla ricerca…sono davvero queste le soluzioni per rimettere in piedi il nostro sistema scolastico?

 

 

 

Cambiare la scuola si può!

Tempo fa, per un progetto universitario, mi sono ritrovata a fare una ricerca su un filosofo tedesco molto noto. Personalmente non lo avevo mai incontrato nel mio percorso di studi, ma devo dire che mi ha letteralmente aperto la mente. Così, oggi, vorrei parlarvi di Habermas, un francofortese il cui pensiero risulta prezioso per comprendere cosa vuol dire comunicazione e il valore che essa ha nella nostra vita. Spesso si tende considerarla come un semplice trasferimento di informazioni tra un individuo e un altro, ma c’è molto di più. Per non cadere in errori di questo genere, il nostro autore si dimostra lungimirante per tutti coloro che aspirano a diventare dottori in comunicazione, ma anche per chi volesse intraprendere la carriera di insegnante (che Dio lo benedica!!). Habermas si è infatti rivelato fonte di riflessione per individuare alcuni punti fondamentali da cui partire per una riforma del sistema educativo. Direi che la cosa calza a pennello se si considera il momento di grande conflittualità che caratterizza la nostra scuola oggi.

Premetto subito che la sua teorizzazione è particolarmente complessa. Ho tentato di semplificare il tutto mantenendo le connessioni logiche fra le sue argomentazioni, individuando al loro interno un filo conduttore che ci apre al tema che qui ci interessa, ovvero la comunicazione e la formazione dell’uomo.

Anche se non voglio soffermarmi più di tanto sulla sua vita, alcune cose vanno dette, perchè importanti per inquadrare non tanto il filosofo quanto l’uomo.

Habermas nasce nel 1929 a Duesseldorf, in Germania. Gli anni della sua giovinezza sono incorniciati in uno scenario particolarmente difficile, quello della seconda guerra mondiale. Come molti a quell’epoca, fu costretto a far parte della “Gioventù Hitleriana”. In realtà, egli non era affatto vicino all’ideologia nazista, tant’è vero che, come lui stesso ammise in un intervista del 1981, salutò la caduta del regime come una liberazione. L’esperienza della guerra, vissuta soprattutto attraverso le cronache dei processi di Norimberga e i primi filmati dell’epoca che testimoniavano l’orrore dei campi di concentramento, lo colpì profondamente e, fin da subito, lo animò la speranza di una rinascita democratica dello stato tedesco.

Inizialmente, lo stimolo intellettualmente più forte fu il pensiero di Heidegger, ma nel 1953, dopo che quest’ultimo espresse apertamente il suo appoggio al movimento nazionalsocialista, Habermas ne prese subito le distanze considerandolo inaccettabile. Nello stesso periodo, molti intellettuali ebrei, tra cui Adorno, Marcuse, Fromm, fanno ritorno in Germania dopo l’esilio statunitense e insieme ad Horkaimer rifondano l’Istituto per la ricerca sociale, meglio noto come Scuola di Francoforte nella quale si riunivano studiosi che si proponevano di indagare il sociale attraverso lo studio dell’individuo. Nel 1956, Habermas diventa assistente di Adorno e, oggi, rimane l’ultimo esponente della Scuola di Francoforte.

È all’interno dell’opera Teoria dell’agire comunicativo, pubblicata nel 1981, che Habermas esprime le proprie considerazioni in relazione al tema della comunicazione e lo fa partendo da alcune riflessioni sull’evoluzione sociale. In queste pagine egli propone una dura critica nei confronti del materialismo storico di Marx secondo cui tutta la dinamica dell’evoluzione dell’uomo deve essere ricondotta ad un unico fattore determinante: la produzione materiale (ovvero, il lavoro). A questa tesi Habermas contrappone la sua teoria bidimensionale della società per la quale il mutamento storico e, ancora di più, l’autocostituzione del genere umano si compiono anche all’interno di un contesto di interazione tra gli uomini. Ciò vuol dire che per Habermas l’individuo non è un’ identità solitaria ed autosufficiente, ma è inquadrato in un’ottica diversa, più ampia: di relazione con l’ambiente che lo circonda.

Il fatto che Habermas parli di interazione è importante perché ci svela un suo duplice interesse:

  • Primo, verso l’uomo, la sua umanità, il suo mondo interiore, la sua cultura (Habermas non lo considera solo come produttore/macchina come faceva Marx).

  • Secondo, verso la comunicazione. Infatti, prendendo un qualsiasi dizionario leggeremo che l’interazione è: una situazione in cui due o più soggetti agiscono uno sull’altro ed essa è presente in qualsiasi tipo di comunicazione, tanto che per interazione spesso s’intende proprio comunicazione.

Ecco dunque che nel momento stesso in cui Habermas individua nell’interazione una variabile fondamentale dell’autocostituzione dell’uomo, egli inizia il suo discorso sulla comunicazione.

Secondo Habermas all’interazione sottostà una forma di razionalità, ecco perché la definisce come un agire comunicativo. Afferma che gli individui sono orientati e guidati nell’azione da diversi tipi di interesse conoscitivo e, nel caso dell’agire comunicativo, si tratta di un interesse definito pratico che ha come obiettivo “la comprensione intersoggettiva finalizzata ad un’intesa che possa orientare l’azione individuale e collettiva”.

Comprensione, intesa e azione. Si può affermare che l’idea che Habermas ha della comunicazione e del suo ruolo all’interno della società è racchiusa in questi tre momenti. Per noi è importante focalizzarci sui primi due.

Andiamo con ordine e iniziamo dalla comprensione. Come possono gli individui comprendersi? Habermas afferma che è necessario un lavoro di interpretazione, tipico delle scienze storiche-ermeneutiche. Riprendendo l’idea del massimo esponente dello storicismo, il filosofo W. Dilthey, interpretare non è altro che un tendere intenzionale verso l’altro riconoscendolo altro da sé, ovvero un individuo diverso che bisogna rispettare nella sua diversità. In questo lavoro di interpretazione chi interpreta non resta esterno all’oggetto che cerca di comprendere, ma viene in qualche misura coinvolto. Inizia un momento di incontro e confronto che permette agli individui di evolversi, crescere, cambiare; nell’incontro-scontro con il diverso l’uomo e la società si formano ed è all’interno della dimensione del dialogo che tutto questo avviene. Dunque, secondo Habermas, l’interazione, questo rapportarsi “comunicativo” degli individui, ha un fortissimo valore educativo/formativo.

Viene spontaneo chiedere se e quanto nelle nostre classi il dialogo venga inteso in quest’ottica. In relazione alla mia esperienza, nella maggior parte dei casi, ad ogni lezione inaugurale di un corso, il professore dichiara apertamente che desidera costruire delle lezioni partecipate, cioè delle lezioni che siano un momento di confronto tra lui e gli studenti e non solo una sterile trasmissione di saperi. Poi, sempre nella grande maggioranza dei casi, non solo questo non avviene, ma ci si ritrova davanti ad un professore sfuggente anche quando si tratta di offrire chiarimenti sugli argomenti d’esame.

Andando ancora più nel profondo. Si può affermare che nelle nostre aule professori e alunni si comprendono? Rispondere a questa domanda non è difficile e mi viene un po’ da sorridere quando penso che nessuno dei miei professori conosce il mio nome. La testimonianza del Prof. Wesch è un esempio eclatante di quanto la dimensione dialogica non sia né coltivata né valorizzata. Una riforma della scuola non può non prendere in considerazione tutto questo.

Il secondo momento che va analizzato è l’intesa. L’intesa è prima di tutto un’intesa linguistica in quanto è il linguaggio il fondamentale connettivo dell’interazione sociale. Come ci spiega Habermas, il raggiungimento dell’intesa si gioca su alcune pretese di validità del discorso che, se rispettate, portano ad interpretazioni comuni di situazioni reali, se trasgredite portano a quella che Habermas definisce comunicazione distorta. Il tema della comunicazione distorta è molto interessante e vale la pena spendere qualche parola per spiegare di che cosa si tratta. Essa si palesa ogni volta che si fa un uso strategico e manipolativo del linguaggio che può diventare strumento di potere capace di impedire agli individui, anche in maniera subdola, di esprimere se stessi e le loro idee democraticamente, nel dialogo-confronto con gli altri. Nel caso in cui vi sia una situazione di comunicazione distorta, Habermas afferma che gli individui devono mettere in atto una pratica interpretativa della realtà che risponde ad un tipo particolare di interesse conoscitivo, quello emancipativo della conoscenza. Questo interesse viene definito emancipativo nel senso che innesca un processo di autoriflessione dei soggetti mediante il quale essi prendono coscienza dei meccanismi di dominazione del discorso cui sono stati sottomessi (resi invisibili perché interiorizzati mediante i processi di socializzazione). Dunque, per formarsi, gli individui non devono impegnarsi solo ad un dialogo intersoggettivo con gli altri, ma devono altresì esercitare un dialogo con se stessi. Habermas individua nel pensiero critico la molla che permette ai soggetti di svelare e riportare alla luce i meccanismi distorti della comunicazione. Egli afferma che alcune scienze critiche come la filosofia o la psicologia stimolano questo processo di autoriflessione nei soggetti in quanto li mettono nella condizione di riflettere su un’infinità di temi fondamentali come la vita, la morte, la religione… Una riforma della scuola dovrebbe partire prima di tutto da una revisione dei piani di studio che preveda l’inserimento di discipline fondamentali come quelle citate da Habermas. Tempo fa mi è capitato di leggere un articolo di Enzo Catarsi (professore di Pedagogia Generale all’università di Firenze) che, proprio a proposito della filosofia, affermava la necessità di renderla disciplina fondamentale in tutti i licei.

Ciò di cui parla Habermas è di un’attualità sconvolgente. É evidente che esistono le basi su cui fondare e strutturare un’ipotetica trasformazione dei principi, dei valori e delle linee guida verso cui la scuola dovrebbe tendere. Habermas non è neanche l’unico a parlarne. Ma allora perchè ci siamo fossilizzati? Perchè è così difficile cambiare? Forse manca qualcuno che ha davvero a cuore la formazione degli individui. Non ci resta che contare solo sui noi stessi, sull’auto-formazione? Di insegnanti incapaci né è pieno il mondo. Quando ti trovi a dover aver a che fare con uno di loro benedici chi ha inventato l’iPod! Tuttavia, chi di noi non ha avuto anche la fortuna di incontrare insegnanti che hanno saputo aprire mondi sconosciuti, che hanno stimolato la nostra curiosità su argomenti che non avevamo mai considerato in vita nostra, arricchendo il nostro bagaglio di conoscenze ed esperienze. Io dico che non possiamo permetterci di rinunciare a tutto questo e che bisogna lottare per migliorare la qualità delle nostre istituzioni scolastiche, non per sostituirle con metodi fai da te. Con questo non vorrei essere fraintesa. Ognuno di noi dovrebbe essere in grado di “prendere le redini” del proprio percorso formativo, personalizzandolo e modellandolo con l’obiettivo di sviluppare armonicamente le proprie inclinazioni. Ovviamente, questo implica il possedere la capacità di selezionare autonomamente il materiale informativo con cui si viene in contatto quotidianamente. Ma può bastare solo questo? Credo di no.

La soluzione adeguata, sopratutto in una società complessa come la nostra, non può non essere l’equilibrio tra due modalità di apprendimento che possono tranquillamente camminare di pari passo, ma con qualità.

Secondo blogoincarico: il file pdf

 

 

Ho scoperto il valore di un file pdf quando ho dovuto far stampare la mia tesi di laurea. É stato così, per caso, in un modo che non esito a definire traumatico. Fino a quel momento, se avevo un compito da portare ad un professore, non facevo altro che scrivere il mio elaborato in word, scegliere i caratteri, le dimensioni, i colori, le immagini, stamparlo dal mio stesso pc e andava tutto liscio come l’olio! Pensavo che, una volta finita la tesi, non avrei dovuto far altro che salvare il tutto in un pennino e andare dritta dritta in una copisteria che mi avrebbe consegnato il lavoro stampato e rilegato. Inutile raccontare il resto. Cinque copie della mia preziosissima tesi completamente da cestinare; non coincidevano bordi, interlinee, capitoli…a stento riconoscevo la dimensione e il tipo di carattere. Non avevo ancora capito cosa fosse successo, ma subito pensai che chissà dove avevo sbagliato. Non posso non ammettere che sono una frana con il pc! Chiesi spiegazioni alla “ragazza fotocopiatrice” che, tutta solare, mi spiega che il file andava salvato in pdf. E non potevi dirlo prima? Non c’è che dire, oltre ad aver imparato la lezione, ho anche scoperto la possibilità di salvare i miei documenti senza il rischio che qualcuno possa modificarli: geniale e sicuro!

Don Milani: la libertà che non c’è.

 

Martedì scorso, all’Officina Giovani di Prato, ho partecipato ad una conferenza su Don Milani.

L’intero incontro è ruotato intorno alla lettura di Lettera ai giudici, un testo scritto in occasione di un processo che lo vedeva chiamato in giudizio per apologia di reato.

 

Nel 1965 i cappellani militari della Toscana definirono l’obiezione di coscienza un “atto di viltà”. In quell’occasione, Don Milani si schierò in difesa del diritto di poter obiettare e non obbedire acriticamente. Questo gli costò il processo. Impossibilitato a partecipare di presenza, per via del suo stato di salute, Don Milani scrive quella che oggi viene chiamata Lettera ai giudici. Credo possa essere fonte di arricchimento leggerla. Io l’ho trovata forte, dura, vera.

 

L’intera opera di Don Milani, dagli scritti più noti come Lettera ad una professoressa a quelli che lo sono meno, è stata celebrata, amata, spesso fraintesa e condannata.

In queste righe troviamo, ancora una volta, il Don Milani capace di guardare la realtà, di analizzarla e giudicarla, individuandone le contraddizioni e le ingiustizie. Avere il coraggio di dire apertamente ciò che pensava, senza remore, senza paure. Credo sia questo ciò che davvero lo rendeva unico.

Parlando, poneva la gente di fronte a verità fondamentali. Verità semplici, spesso scomode che scuotevano e provocavano le coscienze di molti.

 

Queste righe aprono i nostri occhi chiusi. Ci portano con forza a rivalutare la storia, ci costringono a riflettere sulla libertà dell’uomo di ieri e di oggi, sulla guerra e la pace passata e futura.

 

Se andate a questo link trovate la lettera per intero: http://www.liberliber.it/biblioteca/m/milani/l_obbedienza_non_e_piu_una_virtu/html/milani_d.htm

 

In questo sito ho trovato qualche informazione interessante riguardo la vita e l’opera di Don Milani. Per chi fosse interessato, ecco il link: http://www.donlorenzomilani.it

 

Ah, anche il prof. Formiconi ha scritto un post sull’argomento a questo link: http://iamarf.wordpress.com/2008/11/03/cck08-short-paper-2-changing-roles-of-educators/

Quarto blogoincarico: la proprietà intellettuale.

 

Questa mattina, mentre di fretta mi dirigevo verso la stazione Santa Maria Novella per prendere il mio autobus, ho notato degli artisti di strada. C’era un paffuto violinista che suonava le dolci e nostalgiche note di La vie en rose. Un pittore che con in mano dei gessetti colorati disegnava La dama con l’ermellino di Da Vinci. Il tutto, nonostante la fredda giornata invernale, mi dava un senso di armonia e calore. Improvvisamente mi è venuto in mente il fumetto Bound by law e ho pensato al fatto che forse anche quegli artisti avrebbero dovuto pagare il copyright. Ovviamente dubito che questo avvenga e non esiterei a definire la cosa assurda se ciò si verificasse. Credo nella necessità di dare un riconoscimento artistico ed economico all’autore di un’opera, è pur vero, però, che in diverse occasioni le restrizioni in materia di copyright risultano ridicole e cavillose. Come nel caso del fumetto sopracitato. La faccenda è sicuramente controversa e tocca gli interessi di attori diversi. Bisognerebbe definire, una volta per tutte e con buon senso, i contesti in cui è necessario che i copyright vengano pagati.

Quinto Blogoincarico: PubMed

 

Non c’è che dire…devo girare alla larga da PubMed.

Sarà sicuramente uno strumento utile per chi lavora nel campo della sanità e per chi non tende a diventare isterico ogni volta che sente solo nominare una malattia, ma non per me. Più digitavo i nomi delle patologie, più cresceva in me un’ansia ed un’angoscia allarmanti. E per fortuna il tutto era in inglese, almeno ho capito meno di quanto avrei potuto se il tool fosse stato in italiano.

Inutile negare che sono decisamente un’ipocondriaca. Già internet è per me un’arma rischiosa e l’ho capito qualche mese fa. Avevo preso l’abitudine di cercare informazioni su tutti i malanni che pensavo di avere. Non conoscevo ancora PubMed, ma Wikipedia non scherza in quanto a precisione di descrizione! Il risultato? Non uscivo di casa ed evitavo di parlare con gli estranei per paura di prendere qualche virus, sussultavo e avevo le palpitazioni ogni volta che sentivo starnutire o tossire qualcuno. Decisamente grave direi. Così, tornata in me, ho deciso che non avrei cercato mai più informazioni su nessuna patologia, sia essa più o meno grave o comune.

Comunque, ipocondria a parte, PubMeb è uno strumento prezioso che sostituisce un po’ quella vecchia e impolverata enciclopedia medica che sopisce inutilizzata negli scaffali delle librerie di casa. Con il vantaggio che, oltre a fornire una quantità di informazioni straordinariamente vasta, il tutto è puntualmente aggiornato e legato all’attualità. I sani di mente potranno godersi tutti i benefici del caso!

 

Primo bilancio: positivo!

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Non mi aveva mai allettato l’idea di costruire un blog, forse perchè mi è sempre sembrato un surrogato del vecchio diario segreto che, personalmente, non ho mai amato molto. In questo senso non ne capivo l’utilità, non avevo mai pensato che si potesse usare come strumento di condivisione di saperi ed esperienze.

Fino ad ora sono proprio contenta di come il Prof. ha deciso di impostare il suo corso. Confesso che inizialmente ero abbastanza preoccupata. Pensavo che sarebbe stata una difficoltà insormontabile. Non sono brava con il pc e le poche cose che conosco non le ho apprese perchè sono un tipo curioso che sta lì con la tastiera in mano a smanettare di continuo con programmi diversi, le ho apprese per necessità. 

A poco a poco però sono riuscita a fare cose che per me erano impensabili, come costruire e gestire il blog. In poco tempo ho imparato molto più di quanto avrei potuto in un corso tradizionale. Adesso, non solo so cosa sono Googledoc, Googlereader e i Feed Rss, ma ho preso coscienza di quanto possano essere utili per le occasioni più svariate. É quello che accade con un nuovo gioiellino della tecnologia: prima non senti la necessità di averlo perchè non pensi che possa servirti, poi appena te lo trovi tra le mani (perchè magari te lo regalano) non ne puoi fare a meno e non ti capaciti di come hai fatto a stare senza.

 

L’unica cosa negativa per me? Aver scoperto PubMed! Beh, per evitare di ricadere nel baratro dell’ipocondria, cercherò di dimenticarlo presto!

 

Spero tanto di riuscire a realizzare altre due sfide personali: poter inserire tutte le cose che ho in mente prima della fine del corso, anche se so che non c’è una “data di scadenza”, e migliorare la veste grafica del mio blog.

 

Primo bilancio: POSITIVO

 

 

 

 

 

Twilight. Un titolo intrigante, un film avvincente!

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Ieri sera sono andata al Vispathè a vedere Twilight.

 

Sarà stata l’imponente operazione pubblicitaria che ha preceduto il film, sarà stato il biglietto ridotto del mercoledì, comunque c’era il tutto esaurito. Pubblico molto eterogeneo e, alla fine, soddisfatto (hanno pure applaudito!).

 

Non stravedevo all’idea di andare a vederlo, ma alla fine mi sono fatta convincere. Bene, è stato molto, molto carino! La storia non è una gran novità, ma i produttori sono stati capaci di ricreare atmosfere coinvolgenti ed emozionanti. Vale la pena pagare il biglietto anche solo per godere delle ambientazioni da favola…quasi quasi mi trasferisco anche io nella piovosa cittadina di Forks!

 

Per passare una serata diversa vi consiglio davvero di andare a vederlo!!!!

 

Fatemi sapere, sono curiosa di conoscere le vostre impressioni!

A questo link trovate la scheda del film, il trailer e tante altre notizie curiose sul cast: http://www.comingsoon.it/scheda_film.asp?key=1694&film=Twilight

 

Appuntamento con il cielo…

 

La scorsa estate ho trascorso due lunghe settimane in campagna insieme ai miei cugini. Durante il giorno avevamo sempre qualcosa da fare, ma la sera era dura trovare attività interessanti che ci tenessero occupati. Così, per caso, complici le serate fresche, abbiamo iniziato a scrutare il cielo. Distesi su scomode sdraio azzardavamo teorie su extraterrestri e tentavamo di capire quali costellazioni ci sovrastassero. Riuscivamo a individuare con certezza solo il piccolo e il grande carro, decisamente pochino… Iniziavamo a sentire la necessità di sapere qualcosa in più sulla nostra volta celeste, così abbiamo cercato di apprendere le nozioni minime di astronomia, nulla di complicato s’intende! Beh, oltre ad aver imparato qualcosa, ho trovato questa pratica rilassante, a parte quando ipotizzavamo l’impatto di qualche asteroide sulla terra!

Bene, proprio a partire da ieri si sta verificando un evento astronomico unico. Vi riporto qui un articolo che ho trovato sul Corriere e che spiega ciò che in queste ore e in questi giorni sta avvenendo nel nostro cielo.

Matrimonio celeste fra Giove e Venere

Spettacolare «congiunzione astronomica» dei due pianeti fino ai primi giorni del prossimo mese

 

Matrimonio celeste fra Giove e Venere nel cielo del tramonto. I due pianeti, brillantissimi e visibili in queste sere si stanno avvicinando, fino a sfiorarsi, per dare luogo a uno spettacolo noto come «congiunzione astronomica» che comincerà mercoledì 26 novembre e durerà fino ai primi giorni di dicembre. Venere scintilla più bassa sull’orizzonte, Giove, meno luminoso, più in alto. Ma non è finita qui: lunedì 1 dicembre la scena si arricchisce con la presenza di uno spicchio di Luna crescente che si interpone fra i due astri e, poco dopo le 17, copre Venere, facendola scomparire per quasi un’ora e mezzo. Questo fenomeno prende il nome di occultazione lunare. L’inizio e la fine dell’occultazione variano da luogo a luogo. La singolare vicinanza di Venere, Giove e della Luna è solo apparente: in realtà i tre corpi celesti si trovano ciascuno nella sua orbita attorno al Sole a una grande distanza recoproca. Se appaiono congiunti è solo un effetto prospettico. L’Unione degli Astrofili Italiani (UAI) ha organizzato osservazioni pubbliche sia a occhio nudo sia al telescopio, in varie città.

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1 Dicembre 2008

nataleIl mese di Dicembre è speciale per molti di noi.

Sono una sognatrice per natura e le atmosfere magiche del Natale hanno sempre avuto un certo fascino su di me. Ancora oggi mi emoziono al pensiero di stare in famiglia ad addobbare l’albero, a costruire casette fatte a mano per il presepe, a impastare dolcetti deliziosi sotto la rigida direzione della mia dolcissima nonnina. Certo, non è più come una volta.

Da bambina andare in giro per le vie della città a Dicembre era un’esperienza fantastica. Mi guardavo in giro e mi meravigliavo della bellezza che tutti quei nastri, quei fiocchi, quelle luci colorate riuscivano a ricreare. Era tutto un coro di: oh!.. Wow!.. Che bello!.. Lo voglio!.. Ricordo che, mentre tutta entusiasta trottorellavo da una vetrina all’altra, i miei sembravano attenti solo al vento gelido che pungeva il viso. Non riuscivo a capacitarmi di come fosse possibile, ma non ne chiesi il motivo e mi rattristai un po’. Oggi ho capito che cosa impediva loro di gioire con la mia stessa intensità per le strade della nostra vecchia città a Dicembre: il disincanto.

Con molta amarezza devo confessare che, negli anni, il disincanto ha contagiato anche me e con rabbia noto che chi mi circonda (ovviamente inconsapevolmente) non fa altro che spingermi verso questa direzione. Tuttavia, grazie al cielo, sono ancora capace di sentire qualcosa, quel qualcosa è il vero spirito del Natale che, per chi sa vederlo, non può non conquistare.

Sento sempre più persone che dicono di odiare il Natale e di non festeggiarlo. Mi mettono un’angoscia inimmaginabile. Il mondo è pieno di ingiustizie e di drammi che ci fanno soffrire, perchè rinunciare anche a questo? Forse, per troppi, il Natale è diventato solo sinonimo di regali costosi, festeggiamenti di lusso e viaggi esotici. Chi non può permettersi tutto questo decide allora che è meglio far parte di quelli che al Natale non ci credono.

Dico che bisogna recuperare il vero spirito del Natale che è gioia, fratellanza, speranza, comunione, carità. Prendiamo coscienza del fatto che ciascuno di noi può fare tanto per gli altri, partiamo da cose semplici come aiutare chi ci sta accanto.

Ho trovato un video molto significativo su Youtube:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Golosità al cioccolato

gourmandesmallNon c’è niente di più rilassante, divertente e gratificante di fare le cose in casa. Chi mi conosce dice che sono folle perchè faccio anche il pane…ma cosa ci posso fare? Sono i geni…è mia nonna la causa di tutto questo. Poi nel periodo natalizio mi prendono proprio dei raptus di follia che cucinerei anche il gatto…

Questa notte non riuscivo a dormire bene e alle 6 mi sono svegliata. Non sapendo cosa fare ho iniziato a pensare a tutte le cose dolciose e morbidose che avrei potuto “pucciare” a colazione nel latte. Così, dopo aver temporeggiato fino alle 7:00, mi sono alzata e ho preparato dei biscottini al cioccolato. Avevo trovato la ricetta tempo fa, ma non li avevo ancora provati. Sono venuti buonissimi e la casa si è riempita di un profumino delizioso. L’albero di Natale acceso faceva il resto!

Se avete voglia di coccolarvi un po’ eccovi la ricetta, magari non fate come me che li ho preparati da sola…coinvolgete qualcuno, il divertimento è assicurato!

 

Biscottini al cioccolato

 

Per 24 pezzi:

- 50 g. burro

- 100 g. cioccolato fondente

- 1 uovo

- 1 cucchiaio cacao

- 100 g. zucchero di canna

- 100 g. farina

- 3/4 di cucchiaino di lievito per dolci

- 50/60 g. circa di zucchero a velo

 

Sciogliere 50 g. di cioccolato e il burro in un pentolino a fiamma bassissima o al microonde o a bagnomaria. In una ciotola sbattere l’uovo e lo zucchero usando le fruste elettriche, finche’ risulta denso. Aggiungere il cioccolato e burro sciolti e mescolare bene. A questo punto unire farina, lievito e cacao precedentemente setacciati e mescolare bene. Infine tagliare i rimanenti 50 g. di cioccolato a pezzetti molto piccoli e unirli all’impasto. Mescolare bene, coprire la ciotola con pellicola e metterla in frigorifero per circa un’ora (se avete poco tempo va bene anche mezz’ora).

Formare circa 24 palline con l’impasto, rigirarle nello zucchero a velo e appoggiarle, ben distanziate, sulla teglia foderata con cartaforno.

Infornare nel forno preriscaldato a 180 gradi. Cuocere circa 15 minuti.

Quando qualcuno ti rovina la giornata…

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Vi è mai capitato di iniziare bene la giornata e poi arriva qualcuno che ve la rovina?

Stamattina ci ha pensato la ragazza che lavora alla copisteria della facoltà.

Fin dalla prima volta che ho messo piede lì dentro ho capito che era necessario rivolgerle la parola il meno possibile. Ha sempre la luna storta ed è sgradevole con tutti. All’inizio non sapevo come si facessero le fotocopie e dovevo per forza chiederle le cose elementari, per esempio come fare il fronte-retro. Il tutto sempre con molta gentilezza mentre lei, sempre stizzita, dava quelle direttive come se mandasse maledizioni. Comunque, inteso il tipino che avevo di fronte, ho sempre cercato di rivolgerle la parola il meno possibile: un ciao appena entravo, un ciao e un grazie appena uscivo. A volte, rarissime s’intende, la trovavo di buon umore e allora tutto filava liscio come l’olio.

Mah…capisco che possa essere stressante dare corda alla marea di studenti che giornalmente le invadono il “negozio”, forse non le piace lavorare lì, ma penso allo stesso tempo che queste non possono essere delle giustificazioni per trattare la gente come fa lei.

Oggi ha proprio superato il limite e ho deciso che non rimetterò più piede lì dentro, almeno non avrà più la possibilità di influenzare negativamente le mie giornate. L’ha già fatto troppe volte…

E comunque non tutti i mali vengono per nuocere…ho trovato una copisteria vicino casa, a Prato, che mi offre gli stessi servizi con il sorriso sulle labbra! Tutto sommato è stato un bene che oggi sia andata come è andata, almeno così non dovrò più avere a che fare con lei!

 

 

Changeling

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Sarebbe già duro da digerire se fosse pura e semplice finzione.

Questo film porta sul grande schermo una storia realmente accaduta e per questo, una volta giunti ai titoli di coda, si resta inchiodati alla poltrona del cinema, incapaci di comprendere come certe cose possano davvero accadere nella realtà. Una vicenda intricata che il regista, Clint Eastwood, ha saputo raccontare con linearità e chiarezza.

Certo non si può dire che sia uno di quei film da vedere al sabato per passare una piacevole seratina tra amici, ma vale comunque la pena segnalarlo.

Un film denuncia che apre gli occhi su realtà sconosciute e agghiaccianti. Che svela lati oscuri e intollerabili del nostro essere uomini, lati che non possiamo ignorare.

 

Ah, ovviamente è sempre un parere personale e da non esperta di cinema, ma credo che l’interpretazione di John Malkovich sia stata perfetta!

Ecco il trailer…

Sesto Blogoincarico: Facebook

 

Non è che i SN non mi piacciano, anzi! Non si può negare che siano strumenti unici che ci permettono di allacciare legami con un numero altissimo di persone, con una velocità e una leggerezza impossibili nella realtà. Ma c’è un ma…almeno per me. Il fatto è che mi rifiuto di passare ore intere davanti al pc a gestire e-mails, blog, siti internet, profili facebook e myspace. Mi riprometto sempre di perdere pochi minuti, ma una volta dato il via ad internet explorer mi ritrovo affogata in un vortice di messaggi, inviti, posta, commenti, foto, per non parlare del pulcino che ho adottato su myspace di cui devo prendermi cura! Così, quei pochi minuti diventano ore e si sta parlando di tante ore, all’incirca tre o quattro (anche di più quando prendo a chattare con qualche amico). 

Una volta spento il pc, mi assale un’angoscia incredibile, mi sento frustrata e più sola di prima!stress-cartoon2

Tuttavia sono figlia del mio tempo e devo tenere il passo, così anche io ho un indirizzo Facebook, anche se non per mia volontà. É stato il mio ragazzo a registrarmi e ora mi ritrovo con quest’altra gatta da pelare. Non posso dire di essere entusiasta di questo SN, trovo che sia un doppione mal fatto di Myspace, in più mi sembra caotico e per nulla personalizzabile.

Detto questo, dopo tutta la fatica che faccio per collezionare centinaia di amici sparsi per tutto il mondo, spero di non diventare impopolare!

Mercatino di Natale a Prato

 

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Se ancora non siete riusciti a trovare il regalo giusto per quella persona speciale o se siete stufi di fare i soliti pensierini economici “made in china”, allora fate una capatina al mercatino di Natale che si terrà a Prato sabato 20 e domenica 21 in P.zza delle Bigonge, P.zza S. Maria al Castello e P.zza S.Antonino.

Tutto rigorosamente Handmade!

Tra le tante bancarelle troverete anche la mia!

Vi aspetto numerosi!

Shannie

Buon 2009!!

diddl17Che il nuovo anno vi porti salute, soldi e felicità!!!

Sincerissimi auguri a tutti voi!

Prossimamente nel nostro cielo…

Ahahahah ^_^, che emozione!!! Due giorni dopo aver ricevuto in regalo il mio primo telescopio leggo che, a poco più di un mese, il nostro cielo sarà ancora una volta protagonista di un evento speciale, ovvero il passaggio di una cometa che per la prima volta si trova a girovagare per il nostro sistema solare. Non solo, si pensa che molto probabilmente questa sua visitina sarà unica, tutto dipenderà dalla sua orbita.

La nostra cometa è stata chiamata Lulin (danno sempre dei nomi affascinanti agli oggetti stellari!!!) ed è visibile nel suo transito tra le stelle della costellazione della Libra (nome latino per la costellazione della Bilancia). In questi giorni è visibile solo con strumenti adatti, ma gli appassionati e i curiosi non demordino…il giorno 24 Febbraio passerà alla minore distanza dalla Terra (0,41 unità astronomiche), allora dovrebbe essere abbastanza luminosa da raggiungere la 4a magnitudine ed essere anche visibile ad occhio nudo.

 

Eccovi un’anticipazione…

ma spero di pubblicare presto foto fatte da me ^_^

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Creare un collegamento ipertestuale per i nostri post su WordPress.

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Come sono contenta! Ho imparato a fare un collegamento ipertestuale nei post del mio blog!

 Hurrà^_^  Come si dice…un piccolo passo per l’umanità un gigantesco passo in avanti per me!

 

So che per molti è una procedura elementare, ma vorrei lo stesso tentare di spiegare il procedimento per chi, come me, è un po’ una frana al pc, ma ha tanta voglia di imparare!

Il procedimento è semplice da fare, forse è più complicato spiegarlo, ma non demordo e vi mostro i passaggi che faccio io…

Prenderò come esempio un vecchio post che ho scritto sul film Twilight, dove tra parentesi non ero stata capace di fare il collegamento ipertestuale^_^.

1- Prima di tutto io scrivo il mio post in modalità visuale.

1-post-visualejpeg1

 

2- Successivamente vado su modalità HTML.

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- Ipotizziamo che l’elemento del testo che vogliamo trasformare in collegamento ipertestuale sia il trailer del film. A questo punto, al posto del termine “trailer” inseriamo il codice html appropriato che, nel caso specifico, è  <a href=”http://www.mymovies.it/trailer/?id=56633”>trailer</a>

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Come regola generale, il codice html da utilizzare per questa operazione è questo:

<a href=”URL”>TERMINE da trasformare in collegamento ipertestuale</a>

 

4- A questo punto riportate il vostro post in modalità Visuale e troverete il vostro elemento trasformato in collegamento ipertestuale!

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Spero di essere stata chiara…comunque, per qualsiasi correzione, non abbiate pietà di me!

Ovviamente se ci sono modi ancora più semplici non esitate ad illuminarmi!

 

 

 

 

 

 

 

La natura: preziosa alleata della nostra salute.

Da bambina mia nonna portava me e i miei cugini a fare lunghe passeggiate nel verde tra i boschi. Lì, avvolti dalla tranquillità e dalla magia di quei luoghi, oltre a raccontarci improbabili storie di fate e folletti, ci insegnava a riconoscere le piante che potevano essere utilizzate per contrastare alcuni dei malanni più comuni. Questo ricordo è rimasto vivo dentro di me e, ancora oggi, prima di correre in farmacia per comperare qualche farmaco, cerco di pensare se qualche salutare decotto possa essere allo stesso modo efficace e di gran lunga meno dannoso per risolvere il mio malessere.

In queste prime settimane del 2009, mi trovo ancora una volta a dover combattere la mia gastrite nervosa che, neanche a dirlo, mi provoca dei dolorini niente male. Dato che so di non essere l’unica a soffrirne vorrei condividere con voi un vecchio rimedio della nonna che si dimostra sempre un valido calmante per i dolori causati dalle più svariate infiammazioni dello stomaco come gastriti e coliti, ma anche da cattive digestioni o acidità.

Il rimedio in questione prende il nome di Paglierino per via del colore che prende l’acqua durante l’ebollizione. Eccovi la ricetta per una tazza:

  • una foglia di alloro

  • due rametti di finocchio selvatico

  • un po’ di scorzetta di limone

  • mezzo cucchiaino raso di bicarbonato (solo in caso di indigestioni o acidità)

  • acqua in bottiglia o da depuratore (può essere usata tranquillamente anche l’acqua del rubinetto, ma se potete scegliere usate un’acqua che sia il più pura possibile)

 

Prendete un pentolino e riempitelo con mezzo litro di acqua. Mettete l’alloro, il finocchio e la scorzetta di limone. Portate ad ebollizione per 10/15 minuti. Il paglierino è pronto quando acquisisce il tradizionale colore giallino e inizia a emanare un forte aroma di finocchio. Successivamente, spegnere la fiamma e lasciare a riposo per altri 10 minuti. Poi filtrare il decotto in una tazza e zuccherare a piacere. Per l’acidità di stomaco o l’indigestione aggiungere il bicarbonato e mescolare. Bere tiepido.

Consiglio: Quando e se potete utilizzate sempre piante raccolte in natura, sono più efficaci. Finocchio e alloro sono comunissime e facili da riconoscere, eccovi delle immagini.

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Ovviamente non ingerite mai decotti fatti con piante di cui non siete sicuri, al massimo andate ad acquistarle in erboristeria!

 

Beh, fatemi sapere!

Settimo blogoincarico: Stephen Downes

 

Credo che l’articolo di Stephen Downes sia davvero molto valido perchè traccia delle linee guida che tutti noi possiamo seguire per esercitare o migliorare la nostra capacità di essere connessi. Un vero serbatoio di consigli utili per una come me che non può non ammettere di avere delle difficoltà nel gestire e seguire le evoluzioni della nostra blogoclasse. Diciamo che mi sento sempre un po’ fuori dal mondo e leggere questo articolo mi ha aiutato a comprenderne in parte le ragioni. In particolar modo mi sono resa conto di non essere abbastanza reattiva. Nei momenti liberi mi piace molto leggere i post dei miei compagni, ma non trovo mai il tempo per rispondere e dar vita ad una discussione più corposa. Il che mi da molto fastidio prima di tutto perchè percepisco che questa condizione non è positiva per la vitalità della blogoclasse e poi perchè in questo modo diventa impossibile sentirsi inseriti a pieno all’interno dell’ambiente che abbiamo creato. Beh, da oggi cercherò di sforzarmi un po’ di più, dedicandole più tempo.

Altro punto interessante è quello della condivisione con gli altri utenti che deve essere in qualche modo gratuita e disinteressata. Credo che quello della condivisione sia non tanto un principio quanto un valore verso cui tendere (non solo online!).

Un pò di autocritica…

 

Questo post è in realtà un commento che ho lasciato al post del Professore (Coltivare le connessioni,1). Forse ho un po’ divagato, ma pazienza…^_^

 I nodi, ai fini della funzionalità della rete, sono tutti equivalenti. Non esistono ruoli diversi per i nodi, non ci sono nodi di un tipo e nodi di un altro. Le reti crescono spontaneamente in modo caotico.”

Questa frase mi è piaciuta molto. Troppo spesso dimentichiamo quanto ciascuno di noi possa essere importante per gli altri in quanto parte del tutto.

L’intero post è molto interessante e ha stimolato in me una riflessione che riguarda la nostra blogoclasse. Molti miei colleghi hanno parlato del fatto che nessuno si ferma a leggere o a commentare i post che vengono scritti nei nostri blog. E questo è vero, basta dare un’occhiata alla maggior parte dei blog che abbiamo creato, compreso il mio.

Perchè questa situazione di stallo? Credo che una ragione possa essere legata a quello che ho detto sopra, ovvero che spesso si pensa che il nostro punto di vista non valga poi molto per chi legge o che non sia di aiuto per stimolare la discussione su un argomento. A volte subentra anche una sorta di paura nell’esprimere le proprie opinioni, idee, convinzioni pur potendo contare sulla “protezione” che lo schermo del pc ci offre. Così, preferiamo mantenere le distanze rispetto a ciò che leggiamo. Bisognerebbe iniziare a pensarsi come potenzialmente fondamentali per la buona riuscita della blogoclasse che abbiamo creato. Proprio come i nodi che, nel loro piccolo, contribuiscono a tenere salda la rete.

Una seconda ragione è che molto probabilmente non riusciamo ad essere davvero reattivi come ci suggerisce Stephen Downes nel suo articolo di cui riporto una parte molto significativa che dice:

 ( ) i tuoi tentativi di creazione di contenuti dovrebbero essere reazioni ai punti di vista altrui. Questo garantirà, per prima cosa, che gli altri leggano i tuoi commenti e, in secondo luogo, che i tuoi post siano attinenti alla discussione in corso. Postare, dopo tutto, non concerne la mera diffusione dei tuoi punti di vista bensì la connessione con il resto del mondo e il modo migliore per connettersi è quello di tracciare chiaramente il legame tra il contenuto degli altri ed il tuo.”

 Io per prima non sono ancora in grado di essere reattiva, forse perchè è ancora tutto nuovo per me. Per questa ragione, anche se è vero che rappresento un nodo della nostra blogoclasse, sono un nodo debole…Beh, non mi scoraggio, anche perchè lo stesso Stephen Downes parla di abitudini (ad essere reattivi, connessi, a seguire il flusso…), cioè di comportamenti che, con il tempo e la costanza, vengono interiorizzati e fatti propri in maniera indolore e naturale. Basterà solo un po’ di esercizio e buona volontà. ^_^

Ottavo blogoicarico: Del.icio.us

 

HOUSTON abbiamo un problema!  ansia-panico2

 

L’impatto con Del.icio.us è stato un po’ difficile. Prima di iniziare la registrazione avevo letto attentamente il post di Debora (tecniche di radiologia medica) in cui riportava una chiara ed efficace presentazione di questo SB. Alla fine mi sono confusa lo stesso, ma con calma e pazienza sono andata avanti. Qualche mese fa avrei chiuso tutto e avrei rimandato questa nuova avventura a data da destinarsi. Oggi, invece, ho stazionato per tutto il sito per quasi tre ore (forse anche di più^_^), l’ho esplorato nelle sue diverse parti per cercare di capire il da farsi e alla fine ci sono riuscita. Ho importato tutta quella miriade di vecchi siti che avevo certosinamente salvato sui Preferiti, siti che neanche ricordavo di aver visto e che con piacere ho rivisitato. Non ho ancora finito di inserire tutti i miei bookmarks, ma nei prossimi giorni finirò sicuramente.

Beh che dire, sbadata e smemorina per come sono, Del.icio.us è un po’ un asso nella manica da tirar fuori nei momenti in cui la memoria fa cilecca. Lo definirei quasi un’estensione di quest’ultima. Sono certa che, col tempo, non saprò più farne a meno, proprio come è successo con Google Reader!

Ah! ecco la mia pagina Del.icio.us http://delicious.com/Sciannera

 

 

 

A proposito di Hobby…

 

Ma come ho potuto dimenticare di dedicare uno spazio del mio blog alle mie creazioni?

Bah, non lo so, troppi impegni direi, anche se qualcuno direbbe che c’è il tempo di fare tutto, quando si tratta di cose importanti. E questo lo è perchè è parte di me, esprime la mia voglia di immaginario e la mia necessità di continuare a vivere sempre in bilico tra reale e fantastico. Non a caso uno dei miei film preferiti è Big Fish, un film che parla di un uomo che i serve della fantasia come respiro indispensabile per dare colore all’esistenza grigia e banale.

Comunque, divagazioni a parte, vi presento i miei lavori in cernit, fimo, pasta al sale, pasta di mais, dècoupage…insomma quello che mi capita tra le mani! Sono oggetti tutti rigorosamente handmade, modellati senza l’ausilio di stampi e colorati una volta essiccati. Questi fanno parte dell’ultimo mercatino a cui ho partecipato a Prato in occasione del Natale.

Sette anime

 

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Qualcosa di questo film non mi ha convinta. Non dico che non mi sia piaciuto anzi, mentre lo guardavo mi sono commossa per la tragicità delle vicissitudini che affliggono i protagonisti, da Will Smith, attore principale, a tutti gli altri sventurati del film. Mi ha lasciato un senso di tristezza molto forte.

 

Non posso definire brutta una storia che ha sollecitato la mia emotività così intensamente. Nel bene o nel male ha colpito nel segno e questo credo sia indice di un film riuscito.

 

Tuttavia sono uscita dalla sala un po’ titubante. Il motivo? Forse perchè all’inizio del film il protagonista è un mistero e rimane tale anche alla fine. Della sua anima traspare solo un’immensa sofferenza e un pesantissimo senso di colpa per esser stato la causa della morte di sua moglie e di altri sei sconosciuti, probabilmente andava fatto vedere qualcosa in più.

 

Sarò felice di conoscere la vostra opinione!

A questo link trovate il trailer e la recensione, oltre ad un sacco di altre informazioni e curiosità sul cast.

La scrittura del sé: cura e formazione

 

Non sono mai stata in grado di tenere un diario segreto vero e proprio, non ero abbastanza costante. Tuttavia, qualche volta, mi piaceva molto scrivere su fogli volanti che puntualmente andavano persi. Era un modo per sfogarmi, per dare ordine a pensieri confusi, per valutare con più calma situazioni di malessere. Alla fine capivo più cose di me, magari non mi aiutava ad affrontare meglio la vita reale, ma mi dava la misura di chi ero, di cosa amavo, di cosa mi faceva soffrire, di cosa desideravo. Con il tempo ho smesso di “parlare di me con me” così, oggi, mi sento estranea a me stessa.

 Perchè tutto questo preambolo? Beh, voglio rassicurarvi sul fatto che non voglio far diventare questo blog un diario segreto; ho 25 anni e mi sembra un po’ tardi per questo, inoltre non credo sia una funzione preminente di questo strumento.

No, il fatto è che utilizzare il blog ha riacceso in me la voglia di scrivere. Prima di tutto scrivere di quello che mi piace, dei miei interessi…e questo sento di poterlo fare liberamente nel blog La cosa davvero importante è che sto valutando la possibilità di ricominciare a “scrivere di me per me”, aldilà dello strumento blog. Ancora una volta su fogli volanti o su word…non so.

Jean Paul Sartre ne Le parole sostiene che la scrittura è l’unico specchio critico dell’uomo che gli rimanda costantemente la sua vera immagine. In poche parole un modo per sapere e per conoscere la persona che c’è in noi. Molta letteratura afferma che la scrittura del sé è un metodo efficace per prenderci cura di noi stessi, sopratutto quando ci rendiamo conto di essere soggetti in crisi e chi non lo è…beh io anche troppo ^_^. Non solo, è anche uno strumento formativo valido e insostituibile in quanto ci permette di rileggere noi stessi, le nostre esperienze, le nostre vicissitudini da una prospettiva unica.

Chi avrebbe mai pensato che un progetto per un esame avrebbe avuto dei risvolti così significativi nella mia vita. Sono davvero stupita e contenta del fatto che un sentiero inesplorato mi abbia condotta ad una maggiore consapevolezza di ciò di cui ho bisogno per poter stare meglio.

 

La questione dei voti

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Come tutti sappiamo, il Prof ci ha detto di appuntare tutte le attività inerenti ai nostri blog e di valutarle con un voto da 1 a 5.

Ma con quali criteri?

Io, per esempio, ho inserito post molto eterogenei: ho parlato di Habermas, ma ho anche presentato le mie creazioni artigianali, ho svolto tutti gli assignments, ma ho anche espresso la mia opinione sui film che ho visto al cinema. Sono abbastanza confusa.

Quando considerare ben fatto un post? Fino ad ora non ho utilizzato dei criteri univoci, ma di volta in volta ho cercato di fare queste considerazioni:

  • Quanto può essere utile agli altri?

  • Quanto può potenzialmente stimolare la discussione?

  • Ha evidenziato una mia crescita personale?

  • É inerente all’obiettivo del corso?

Devo dire che è sempre un po’ rognoso autovalutarsi, c’è sempre il rischio di sopravvalutarsi o, al contrario, di sottovalutarsi.

E che dire di questo post che pubblicherò tra poco? Boh, non è che stia dicendo chissà quale cosa importante, forse sto sollevando una questione che ci tocca da vicino e allora potrebbe essere fonte di interesse per chi ha i miei stessi dilemmi.

Ok, ho deciso. Questo post non lo valuterò subito. Prima osserverò se genera un dialogo e un confronto, dato che lo considero un requisito importante.

Vediamo cosa esce fuori.

 

 

 

 

Ultimo Bilancio: positivo come il primo!

 

Si, l’idea del blog funziona. Ti costringe a imparare attraverso la pratica, può risultare complesso, sopratutto se uno ha poca familiarità con il mezzo, ma alla fine, se uno ha buona volontà, ci riesce. Bisogna anche dire che abbiamo avuto la fortuna di avere un insegnante che ci ha stimolato moltissimo con le sue riflessioni affidate ai post del suo blog, che è stato sempre disponibile per risolvere qualsiasi problema tecnico e che, come ho potuto leggere attraverso altri blog, è stato di supporto per alcuni di noi, dimostrando di saper andare oltre il semplice rapporto professore/studente.

 

Cosa mi resterà di questo corso? Beh, tre cose in particolare:

 

Prima di tutto uno strumento nuovo attraverso il quale esprimere e condividere idee, pensieri, conoscenze… tutto questo allarga i miei orizzonti e mi fa vedere alcune cose da prospettive diverse, nuove. Non credo che ciò sarebbe stato possibile in un corso tradizionale e non credo di poterne fare più a meno. A volte mi è capitato di trovare insegnanti in gamba e capaci di catturarmi, ma il tutto finiva una volta dato l’esame perchè non c’era più la possibilità di entrare in contatto con loro, intendo in un contatto produttivo dal punto di vista formativo. Questa volta invece tutto è in divenire e tutto finisce o tutto continua a seconda della nostre precise esigenze e volontà. Che bello!

 

Secondo, mi ha dato la possibilità di conoscere in maniera più profonda le persone che mi circondano durante le lunghe ore di lezione in facoltà: le loro passioni, i problemi, le speranze, le insicurezze…e scoprire che a volte coincidono con le mie. Tutto questo ha stimolato la mia empatia e, come afferma molta letteratura, l’empatia è un mezzo unico per crescere e formarsi.

 

Terzo, mi ha dato la possibilità di conoscere una metodologia di insegnamento senza ansie, senza scadenze. E chi l’aveva mai vista una cosa così! Che meravigliosità!!!!!

 

Per tutto questo sono sicura che continuerò a tenere attivo il mio blog.

 

Il Prof ci aveva chiesto se questa tipologia di esame è inerente al corso di laurea…posso dire che è uno dei pochi!

 

 

 

 

 

Un mondo a misura di Mucca…

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Qualche giorno fa ho letto una curiosa notizia ansa che parlava del fatto che le mucche sono più incentivate e motivate a produrre latte se viene dato loro un nome, il che vuol dire che sono più rilassate e felici nel momento in cui ricevono un’attenzione più individuale.

Ahahahah!!!! ma quanto sono simpatiche le mucche, io le adoro e le adoro ancora di più dopo aver sentito questa storia…ma vi rendete conto, anche loro si sentono alienate dall’odierno stile di vita. Beh, effettivamente non c’è che da dar loro ragione, tutto il giorno a mangiare e fare latte, mangiare e fare latte, sempre chiuse in angusti spazi, mai libere di correre felici nei prati. Eh già…il lato oscuro dell’allevamento intensivo!

Sono come noi, anche io sono convinta che ormai la vita non è più a misura d’uomo e lo confermano tutte le “nuove” patologie di cui sempre più persone soffrono: attacchi di panico, depressione, gastriti, leggevo addirittura che più della metà della popolazione italiana soffre di esofagite da reflusso di origine nervosa.

Ora, alle mucche basta dare un nome e sono soddisfatte, ma per noi????

 

…Medito di scappare, portare con me qualche bella mucca e rifugiarmi lontano dalla caoticità, dallo smog, dalla velocità del mondo…e ritrovare un nuovo armistizio con la natura e goderne a pieno tutti i giorni dei miei futuri anni. Sole, freddo, vento e pioggia avranno un sapore diverso e io sarò in pace con me stessa…

L’irraggiungibile felicità, l’impossibile equilibrio: Vicki-Cristina Barcelona e Revolutionary road

Superate le ultime fatiche per l’esame di psicologia, posso tornare a dedicarmi al mio povero e abbandonato blog e ricomincerò aggiornando la mia piccola e personalissima nonché umile “rubrica” di cinema, consigliandovi la visione di qualche film…

Io non so perchè, ma dopo un periodo in cui andavo al cinema e ne uscivo sempre delusissima, sembra che le cose siano iniziate a girare per il verso giusto e ultimamente azzecco sempre bei film…

Di solito scrivo un singolo post per ogni film, ma ho deciso di mettere insieme Vicki Cristina Barcelona e Revolutionary road perchè, per quanto siano diversi (il primo è una commedia e l’altro un film drammatico), entrambi mettono in scena il tema dell’insoddisfazione umana. E come ci dimostrano i due registi, l’insoddisfazione può essere inscenata a partire da tante angolature che ne mostrano i lati più grotteschi e surreali, come nel caso di Vicki-Cristina Barcelona, oppure quelli più drammatici e autodistruttivi, come in Revolutionary road. Un richiamo alla natura capricciosa, contraddittoria e assolutamente curiosa del nostro fragile animo che cerca disperatamente la felicità senza mai raggiungerla.

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Ah! La Winslet è da oscar…secondo me!

 

 

Maschera antirughe…ma quanto è utile questo corso di erboristeria!!!!

 

Una pensa che, a 20 anni, dopo la cellulite e le smagliature, si possa essere immuni dalle rughe almeno per un’altra decina di anni. Invece non è così, perchè, anche se ancora non solcano il nostro bel visino, sono già lì che covano contro di noi, pronte a spuntare da un giorno all’altro senza preavviso né pietà. É utile quindi iniziare a combatterle quando ancora non si vedono, mantenendo la pelle il più idratata e nutrita possibile.

Eccovi allora un’utilissima maschera antirughe a prova di pelli ipersensibili (come la mia…). Nessuna allergia, nessuna irritazione, solo tanta freschezza.

Sia chiaro che la maschera può essere utilizzata anche dagli uomini…i più restii possono sempre offrirsi di stenderla sul viso della propria amata!

Ingredienti:

- Polpa grattugiata di mela renetta – 1 parterenettagrigia1

- Yogurt greco – 1 parte

- Amido di mais o di grano – q.b

 

Grattugiate la mela e mescolatela con lo yogurt. A occhio aggiungete l’amido che serve a far addensare il composto affinchè non coli; ne basterà quel poco che serve per asciugare il succo della mela.

Ecco, la maschera è pronta. Stendetela sul viso, tenetela per 15-20 minuti, poi risciacquare abbondantemente.

 

Nota bene: Calcolate che la maschera va fatta e subito utilizzata, non può essere conservata essendo priva di conservanti. Vi consiglio quindi di grattugiare una quantità di mele pari a due-tre cucchiaini da thè, così metterete due-tre cucchiaini di yogurt.

 

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